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Il primo meso in Montana


Scritto il 25 February 2010

Il viaggio è stato davvero interminabile e abbiamo attraversato le lande più desolate di tutta l'America: dal Texas fino al Montana, passando per il Wyoming. Il paesaggio è espressione della più grande libertà di cui un uomo possa godere:interminabili spazi, sovraumani silenzi, cervi che corrono liberi nei prati,serpenti a sonagli liberi di insinuarsi tra le erbe,cani della prateria liberi di correre in un territorio sconfinato.E' opportuno sottolineare che è davvero insolito e raro che ci si spinga fino al Montana per fare storm chasing, sebbene in questo stato non manchino temporali forti e tornadici. La verità è che la zona clou, rappresentata da Tx-Ok-Ks-Ne è davvero troppi kilometri distante dalle pianure del Montana e spesso non conviene spingersi fino in quei territori. Rimane il fatto che veniamo da giorni e giorni di caccie sicuramente entusiasmanti, ma prive di quel sapore "supercellulare e tornadico" che in realtà si tende a ricercare. E devo ammettere che in questa circostanza per la prima volta i parametri stavano cominciando a migliorare e ci siamo proposti di tentare di raggiungere il Montana. Sembrerà anche folle ma dopo un viaggio interminabile siamo finalmente giunti a destinazione. Lo Storm Prediction Center espone un "moderate risk" sebene negli ultimi aggiornamenti di Nam il flusso di medio livello sia appena marginale per eventuali supercelle, la convergenza di basso livello sia meno strenua dei run precedenti e sebbene il getto di basso livello si sia indebolito. Aggiungo che personalmente, vedere le mappe cambiate in questo modo dopo avere persorso migliaia di kilometri è pur sempre difficile da accettare, ma so bene che lo storm chasing è fatto anche di momentanee frustrazioni, ma la natura ci ricompenserà. Il radar funziona a tratti e bisogna cacciare secondo l'old chasing school: a vista. Nel primo pomeriggio finalmente parte la convezione che si organizza in maniera piuttosto high based e con poca "personalità", tanto che nei nostri occhi e di altri cacciatori temerari come noi presenti in zona si leggeva una cocente delusione. Fortunatamente l'outflow di queste celle permette l'incredibile e fulminea nasciata di una linea estremamente stazionaria e dalle fattezze esplosive e bianco intenso. Lo spettacolo della convezione che si sviluppa è davvero intenso ma trattasi pur sempre di una linea. Noi amiamo la supercellularità, l'isolamento dei temporali e gli inflow predominanti, non le linee e gli outflow. Trattandosi di una linea di celle forti fuse, le regole di caccia insegnerebbero di portarsi sul versante anteriore e osservare l'avanzamento, ma una buona intuizione giunge nelle nostre menti: la linea è piuttosto statica e non è detto che una cella più forte non riesca isolarsi nella sua porzione meridionale e a creare un inflow valido e potente. Con lo shear discreto di cui potremmo disporre vale la pena tentare.La mia mente è frullata da milioni di idee che transitano veloci. La decisione, nella frenesia del momento è quella di attendere, e si rivelerà la migliore.

Vediamo carovane di cacciatori che ci superano e si portano nella posizione che noi abbiamo rifiutato; è sempre dura prendere decisioni contro la maggioranza ma si rivelerà un ottima intuizione.

Ecco che nella linea si va delinenando una zona di inflow caldo umido e si isola qualcosa di diverso dalla linea globale: si nota un abbssamento del livello di condensazione e la struttura comincia ad assumere un andamento rotondo,circolare; in breve tempo ci rendiamo conto di essere di fronte ad un mesociclone, pienamente illuminato dal sole che ci offre un contrasto di cui non può godere nessun altro che noi.

Il meso si scolpisce e genera diversi fulmini dipinti di una colorazione azzurro intenso; alla sua base spunta un funnel che sembra organizzarsi.

Ma dopo pochi minuti cominciamo a sentire raffiche fresche e ciò è un segno prognostico negativo per il rinforzo della struttura e per un ipotetico tornado.

Seguiamo la wall cloud per un certo tempo, quando cominciamo a notare la presenza sempre più consistente di pioggia sotto di essa che ci mostra come il tutto stia velocemente svanendo.

Ebbene lo spettacolo dovrebbe essere finito qui ma una nuova visione ci si pone di fronte: un ridente e magnifico arcobaleno.

Ad ogni modo è un buon segno per il futuro: infatti pochi giorni dopo arriverà il momento delle meravigliose supercelle del 22 Maggio e 23 Maggio.

Andrea Griffa

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