Ora sei qui24 Luglio 1930: Il devastante Tornado del Montello
24 Luglio 1930: Il devastante Tornado del Montello
L'elemento che può generare qualche incertezza riguarda il minimo posto su Nordafrica (tra Tunisia ed Algeria), il quale potrebbe essere sia di natura termica che di natura dinamica. Il gradiente barico al suolo pare essere un po’ troppo sostenuto per avvalorare l'ipotesi di naturatermica (15 hPa di delta tra Portogallo ed Algeria con buon flusso nordorientale al suolo che sottintende avvezione fredda di natura dinamica), per cui si può senz'altro prendere in considerazione la possibilità di bassa dinamica; in virtù di ciò appare possibile la presenza di un cut-off in media troposfera collocato tra Baleari e Marocco od Algeria, probabilmente in fase con una saccatura di origine nordatlantica che, stante il posizionamento delle figure bariche al suolo, non potrebbe essere che inserita tra Mare del Nord, Francia e Mediterraneo nordoccidentale, per poi "contenere" il cut-off di cui sopra.

Analisi al suolo GFS del 24 luglio 1930
Il collocamento della saccatura primaria in quota in quella posizione trova pochi dubbi, giacchè il minimo al suolo (che può chiudersi solamente sul lato ascendente od orientale della sacca, a causa dell'elevata divergenza in medioalta troposfera) lo si vede su Europa centrale ed alto Adriatico (sormontato quindi da un teso flusso sudoccidentale a spiccata curvatura ciclonica ad est dell'asse della sacca in quota). La cellula anticiclonica al suolo su Europa orientale non può essere che di natura dinamica, giacchè nel periodo estivo in quell'area prevalgono in genere le strutture cicloniche (deboli) di natura termica (per eccessivo riscaldamento di vaste masse continentali). Evidentemente un promontorio dinamico si erge da Mediterraneo orientale a Balcani orientali e quindi a Russia occidentale. In tal senso il pattern possibile in media troposfera sarebbe coerente con una blanda configurazione ad omega, contemplante un primo promontorio dinamico su Atlantico orientale alle soglie delle coste occidentali europee; cui segue (procedendo verso levante) la suddetta saccatura attraverso Mare del Nord, Francia e Mediterraneo nordoccidentale, ed ancora un nuovo e debole promontorio su Europa orientale. Un cut-off su Mediterraneo sudoccidentale (che supporta la struttura ciclonica nordafricana al suolo) ci sta tutto, presumibilmente "affondato" nella fase di approccio al continente europeo da parte della sacca nordatlantica. La sinottica al suolo indica certamente il transito di un attivo fronte freddo da NW generato dall'ingresso polare (o artico) marittimo a sostegno della depressione, il quale giunge su una precedente avvezione molto calda subtropicale avvettata dal posizionamento dell'alta balcanica e della bassa nordafricana (vedere mappa del 23 luglio), e quindi con salto termico molto pronunciato in corrispondenza al passaggio frontale (sul NE entra aria molto fredda al suolo dopo avvezione molto calda 24 ore prima, il tutto sormontato da un letto di correnti sudoccidentali in media troposfera: miscela quasi esplosiva). Da notare come 24 ore prima non sia ancora chiuso il minimo su Europa centrale ed alto Adriatico (esiste un semplice corridoio ciclonico da Mare del Nord a Nordafrica con minimo chiuso su Algeria), il che implica un rafforzamento significativo della divergenza alle quote superiori su quelle aree che può essere indotto solamente da un irrobustimento del getto polare come conseguenza di approfondimento della saccatura (sostenuta da intensificazione della colata fredda come risposta ad un'alzata di cresta del promontorio anticiclonico dinamico su Atlantico orientale). Irrobustimento del getto che può trarre origine, inoltre, dall'entrata in fase della sacca nordeuropea con l'eventuale cut-off mediterraneo (il tipo di evoluzione mostrata al suolo, fa pensare comunque che i due individui rimangano sempre in fase durante tutto il forcing sinottico, giacchè non si spiega altrimenti la discreta profondità del minimo nordafricano al suolo ben oltre le 24-36 ore).

Analisi al suolo GFS del 23 luglio 1930
Allego una sinottica Wetterzentrale, che secondo me può essere abbastanza vicina (non coincidente al 100% ovvio) a quella del giorno oggetto di analisi. Si riferisce al 5 luglio 1951 00z e, le figure bariche al suolo sono abbastanza simili. Effettivamente è molto più blanda la circolazione ciclonica su Nordafrica (benchè presente), ma per il resto più o meno dovremmo esserci.

Si noti:
1) La saccatura nordeuropea che affonda su Europa centrale e Nord Italia (il 24 luglio 1930 probabilmente essa è più approfondita verso S di almeno 300-400 km, se è vero che il minimo al suolo chiude più meridionale; inoltre possiamo ipotizzare un W-shift dell'intera struttura di 400-500 km, come prima esposto nell'analisi, ma si cerca in primis di rendere l'idea)
2) La collocazione del promontorio anticiclonico atlantico al suolo è abbastanza solidale con quella del 24 luglio 1930
3) Anche qui è presente al suolo una modesta struttura anticiclonica su Europa orientale sostenuta da moderata pulsazione dinamica subtropicale in quota
4) Il minimo nordafricano in questo caso è certamente ad innesco termico, quindi è presumibile che l'abbozzo di cut-off che si vede su Portogallo (che comunque 24 ore dopo va deciso in fase con la sacca, ed approfondisce il minimo al suolo tra Algeria e Tunisia), il 24 luglio 1930 lo si trovi, magari con GPT un poco più bassi, proprio tra Baleari e Mediterraneo sudoccidentale.
Chiaramente differenze esistono, ma nel complesso la sinottica credo possa essere "quasi" assimilabile a quanto occorso il 24 luglio 1930 (con le succitate diversificazioni), almeno in base alla dislocazione dei centri barici al suolo. Per la cronaca il 6 luglio 1951(24 ore dopo) forti grandinate si ebbero anche sul comparto territoriale ravennate e ferrarese. Questi particolari tipi di circolazione, con sacca nordatlantica o nordeuropea in fase con cut-off più meridionali (eventualmente mediterranei) è sovente all'origine di fenomenologia molto intensa, poichè sul Nord Italia si stabilisce confluenza tra due rami dello stesso getto: il primo strettamente legato alla saccatura primaria e vincolato alla dinamica della sacca stessa; un secondo (più distorto) che circoscrive il cut-off (chiuso o in fase embrionale destinato ad essere assorbito dalla sacca primaria) e rientra da SSW rincongiungedosi col primario, ma apportandovi aria più calda e più umida a maggior componente subtropicale e, nel momento del ricongiungimento al principale, rincarando la divergenza in uscita dalla struttura ciclonica; se poi tutto ciò si associa a transito frontale freddo nei bassi strati possono essere dolori. Tale pattern lo si trova similarmente in altre circostanze (ad esempio), come tra il 18 e 19 giugno 1997, allorquando supercelle con produzione di grandine gigante (18 giugno) e tornadiche (19 giugno) flagellarono il ferrarese e ravennate settentrionale (anche se in quel caso la risoluzione del cut-off inizialmente presente su Iberia fu alquanto veloce).
Pierluigi Randi

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